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Da diverso tempo la comunità scientifica dibatte sulla necessità di rifondare il sistema che fa circolare le informazioni e i risultati delle ricerche, con l’obiettivo di aumentare la loro diffusione. L’opinione di molti è che la monetizzazione dell'accesso ai risultati di ricerca nuovi ed esistenti sia profondamente in contrasto con l'etica della scienza.

Il Piano S stabilisce i principi per la futura pubblicazione open access delle ricerche scientifiche

Da diverso tempo la comunità scientifica dibatte sulla necessità di rifondare il sistema che fa circolare le informazioni e i risultati delle ricerche, con l’obiettivo di aumentare la loro diffusione. L’opinione di molti è che la monetizzazione dell'accesso ai risultati di ricerca nuovi ed esistenti sia profondamente in contrasto con l'etica della scienza.  

Open Access (OA) è il termine comunemente utilizzato per indicare un movimento che promuove la libera circolazione e l’uso non restrittivo dei risultati della ricerca e del sapere scientifico. La letteratura Open Access è digitale, online, gratuita per il lettore. Redatta a Berlino nell’ottobre 2003, la Dichiarazione di Berlino è l’atto più formalmente impegnativo per le istituzioni e le organizzazioni che vogliono sostenere il paradigma dell’Open Access. La Berlin Declaration individua nel deposito delle pubblicazioni in un archivio aperto la strada da seguire per raggiungere gli obiettivi dell’Open Access. Nel 2004 una larga parte delle istituzioni accademiche e degli enti di ricerca italiani si assumevano l’impegno di sostenere il modello aperto di comunicazione scientifica sottoscrivendo la Dichiarazione di Messina.

Tuttavia, nel 2016, soltanto il 15,2% degli articoli online era completamente free. Il 37,7% a pagamento, il 45% pubblicazioni ibride e il 2,2% con accesso libero ritardato. Il sistema attuale consente all’editoria scientifica alti profitti e costringe ogni Paese a pagare 3 volte una ricerca scientifica. Infatti sovvenziona le ricerche che eseguono gli scienziati, quindi paga gli scienziati che verificano il contenuto degli articoli, infine paga gli editori per far accedere la comunità scientifica a quelle ricerche che essa stessa ha condotto e verificato. Si tratta di un'anomalia assoluta.

Per cambiare lo stato attuale delle cose, è nata cOAlition S, un'iniziativa che vuole trasformare in realtà il pieno e immediato accesso libero alle pubblicazioni di ricerca. Essa si basa sul Piano S, secondo il quale a partire dal 1° gennaio 2020 tutti i paper scientifici dovranno essere resi disponibili su piattaforme open access. Il principio fondamentale del Piano S recita così:

“After 1 January 2020 scientific publications on the results from research funded by public grants provided by national and European research councils and funding bodies, must be published in compliant Open Access Journals or on compliant Open Access Platforms.”

Fanno parte della cOAlition S diverse nazioni europee, compresa l’Italia. L’iniziativa si fonda sul principio dell’universalità del sapere scientifico. Ha per effetto l’agevole disseminazione delle tesi di ricerche scientifiche in un’ottica di condivisione e confronto senza confini geografici, economici, sociali, tramite piattaforme digitali o giornali Open Access. Il dibattito sul piano S all’interno della comunità scientifica è vivace. Recente è la diffusione di una lettera nella quale i firmatari si interrogano sull’opportunità di accogliere o meno il piano S in toto e ne evidenziano le criticità.

Nel frattempo, c’è chi prova a diffondere il sapere scientifico nonostante gli attuali vincoli normativi. È il caso di Alexandra Elbakyan, programmatrice kazaka. È lei la creatrice di Sci Hub, un sito che rende pubbliche le opere dei ricercatori. Creò la piattaforma dopo aver vissuto in prima persona, ai tempi dell’università, le difficoltà nel reperire gli articoli scientifici necessari alla stesura della sua tesi. Nel 2016 il suo sito ospitava circa 60 milioni di pubblicazioni. Le cause per violazione del copyright intentate (e vinte) contro Sci Hub sono numerose. Nel 2017 una sentenza emessa dal tribunale distrettuale di New York condannò Sci Hub a pagare 15 milioni di dollari per violazione dei diritti d’autore a Elsevier, uno dei più grandi editori del mondo in ambito medico e scientifico. Al momento Alexandra è latitante per timore di essere estradata negli Stati Uniti. Sci Hub è comunque attivo e i suoi articoli scaricabili (al momento è attivo qui: https://sci-hub.se).


Fonte: Plan S: making full and immediate Open Access a reality https://www.coalition-s.org