Epidemia da oppioidi, riguarda solo gli USA? (parte terza)

L’inchiesta “Pasimafi” porterà sul banco degli imputati oltre cinquanta persone e 10 società. Al centro del processo la figura del dottor Guido Fanelli, luminare della terapia del dolore. Sullo sfondo della vicenda ci sarebbe anche Mundipharma, il braccio internazionale della Purdue Pharma.

La storia di Guido Fanelli, che avrebbe preso tangenti per facilitare la prescrizione di oppiacei

L’inchiesta “Pasimafi” porterà sul banco degli imputati oltre cinquanta persone – medici, informatori scientifici, dirigenti di aziende farmaceutiche – e 10 società. Al centro del processo la figura del dottor Guido Fanelli, luminare della terapia del dolore. Sullo sfondo della vicenda ci sarebbe anche Mundipharma, il braccio internazionale della Purdue Pharma, che negli Stati Uniti sta affrontando circa 2.000 cause legali per il suo ruolo nella cosiddetta epidemia da oppioidi.  

Per diverso tempo la Polizia e i Carabinieri hanno lavorato nell’ombra, intercettando le conversazioni del Dr. Fanelli al cellulare, in studio, persino nella trattoria dove si fermava abitualmente. Quest’attività è raccolta in centinaia di pagine di rapporti investigativi che descrivono in dettaglio come Fanelli avrebbe aiutato i dirigenti della filiale italiana di Mundipharma e di altre aziende a promuovere in Italia l’utilizzo degli analgesici oppiacei. Scrivendo articoli, organizzando conferenze e lavorando per minimizzare gli avvertimenti del governo sull’aumento del consumo di oppiacei. Fanelli avrebbe contribuito all’aumento di prescrizione di oppiacei, evidenziando in diverse occasioni i soli benefici di questi farmaci e trascurando i timori sui rischi di tossicodipendenza. L’operazione delle forze dell’ordine prese il nome di “Pasimafi”, lo  yacht acquistato da una società che Fanelli avrebbe creato per gestire i soldi provenienti dalle aziende farmaceutiche.
Questo è il primo caso noto in cui l'impero farmaceutico di proprietà della famiglia Sackler è stato coinvolto penalmente al di fuori degli Stati Uniti. Secondo gli inquirenti, in Italia si sarebbero usate le stesse pratiche che l'industria farmaceutica usò negli Stati Uniti a partire dagli anni '90 e che portarono all’epidemia da oppioidi. Sembrerebbe dunque che, dopo la contrazione del mercato statunitense, l’obiettivo dei Sackler fosse quello di far aumentare il consumo di farmaci oppiacei all’estero.

In Italia le intercettazioni iniziarono nel 2015. In quegli anni, Fanelli era una star nel mondo medico italiano. Responsabile del reparto di anestesiologia e terapia del dolore dell'Ospedale Maggiore di Parma, professore universitario, spesso sui giornali e in televisione, Fanelli diede un importante contributo alla stesura della Legge 15 marzo del 2010 n.38 (“Disposizioni per garantire l'accesso alle cure palliative e alla terapia del dolore”, Gazzetta Ufficiale n. 65 del 19 marzo 2010) che ha facilitò la prescrizione degli oppiacei. Nelle intenzioni, voleva alleviare la sofferenza dei pazienti affetti da dolore cronico.
Sembrerebbe però che, già nel 2009, mentre aiutava a redigere la legge, Fanelli avesse iniziato ad incontrarsi con i manager di Mundipharma, con quelli di diverse aziende farmaceutiche italiane e con quelli del ramo italiano della tedesca Grunenthal. Le case farmaceutiche avrebbero individuato in lui il veicolo migliore per promuovere commercialmente i propri farmaci. Secondo gli investigatori, dal 2009 Fanelli avrebbe incassato centinaia di migliaia di euro da diverse aziende farmaceutiche con lo scopo di favorire la prescrizione di oppiacei. Per le aziende farmaceutiche, il denaro sarebbe stato versato per servizi legittimi, quali consulenze ed organizzazione di eventi.

Secondo gli inquirenti, invece, in Italia sarebbero state usate le stesse strategie per spingere i farmaci oppiacei che negli Stati Uniti hanno portato ad una vera e propria catastrofe. Ad esempio, quando nel 2015 Luca Pani, allora direttore generale dell'AIFA, commentando il rapporto OsMed, disse in conferenza stampa che l’aumento del 30% nella prescrizione di oppiacei successivo all’introduzione della legge meritava riflessioni, esortando i medici ad avere maggiore prudenza, Fanelli sarebbe entrato subito in azione, attuando una contromossa studiata a tavolino con i dirigenti di Mundipharma e Grunenthal, insieme alle case farmaceutiche italiane Molteni e Angelini. Secondo le accuse, la contromossa fu l’articolo pubblicato sulla rivista Minerva Anestesiologica “Opioids and chronic pain. Data from the other side of the pond", nel quale Fanelli sosteneva che le campane di allarme che suonavano negli Stati Uniti non avrebbero dovuto suonare in altri paesi e che i medici avrebbero dovuto continuare a prescrivere oppiacei per il dolore cronico. In Italia, dunque, si sarebbe usato lo stesso sistema degli Stati Uniti, per cui sono in corso cause da centinaia di migliaia di dollari. Purdue e altre aziende avrebbero pagato "opinion leader", spesso importanti medici impegnati nella terapia del dolore, per scrivere documenti a sostegno della sicurezza degli oppiacei ed aggiungere così una patina di scienza alle rivendicazioni commerciali.

L'8 maggio 2017, alle 4 del mattino 200 Carabinieri del NAS di Parma si mossero in diverse parti d’Italia, suonando campanelli, convocando medici e dirigenti, ritirando documenti dagli uffici. Fanelli venne tirato giù dal letto insieme a molti altri. La Procura ha richiesto rinvii a giudizio contro 55 persone e 10 aziende. Mundipharma e Grunenthal Italia non sono tra queste, perché hanno subito accettato patteggiamenti. Fanelli ha trascorso quattro mesi agli arresti domiciliari nel suo attico di Parma. È stato sospeso senza retribuzione e gli è stato impedito di praticare in attesa della risoluzione del caso.


Fonte: Galofaro C, D’Emilio F. Purdue foreign arm caught up in opioid probe in Europe. AP News. May 29 2019

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