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I rischi dopo un TIA o un ictus ischemico minore

L’equipe del Professor Pierre Amarenco ha studiato e quantificato il rischio di eventi avversi di natura cardiovascolare ad un anno e a cinque anni da un attacco ischemico transitorio (TIA) o da un ictus cerebrale ischemico minore. Gli autori hanno osservato un rischio elevato di eventi cardiovascolari, metà dei quali si è verificata tra il secondo e il quinto anno.

Il rischio a 5 anni di esiti cardiovascolari sfavorevoli rimane elevato

L’equipe del Professor Pierre Amarenco ha studiato e quantificato il rischio di eventi avversi di natura cardiovascolare ad un anno e a cinque anni da un attacco ischemico transitorio (TIA) o da un ictus cerebrale ischemico minore. Gli autori hanno osservato un rischio elevato di eventi cardiovascolari, metà dei quali si è verificata tra il secondo e il quinto anno.

Il progetto TIAregistry.org è nato per valutare il decorso clinico a breve e a lungo termine dei pazienti colpiti da TIA o da ictus cerebrale ischemico minore (scala Rankin modificata mRS: punteggio 0 o 1). I pazienti, arruolati tra il 2009 e il 2011 entro 7 giorni dall’evento, sono stati seguiti prospetticamente con interviste a 1 mese, 3 mesi, 12 mesi e ogni 12 mesi successivamente per 5 anni. L'età media al momento dell'arruolamento era 66,4 anni, il 59,8% era di sesso maschile, il 70,3% aveva l'ipertensione e l'8,7% aveva una diagnosi di fibrillazione atriale. L'outcome primario era rappresentato da ictus (ischemico o emorragico), sindrome coronarica acuta o morte per cause cardiovascolari. I dati del primo anno sono stati pubblicati nel 2016 (nelle conclusioni si riportava l’osservazione di un minor rischio di eventi cardiovascolari dopo TIA rispetto a quanto riportato in precedenza). A maggio 2018 è stata pubblicata la parte conclusiva del progetto.

Su 3.847 pazienti seguiti per 5 anni, l'outcome primario (ictus, SCA o morte cardiovascolare) si è verificato in 469 pazienti, la metà tra il secondo ed il quinto anno. Nei 5 anni 345 dei pazienti hanno avuto ictus ricorrente, con 149 eventi (43,2% degli ictus totali) verificatisi dopo il primo anno. Il tasso di mortalità a 5 anni da qualsiasi causa, da cause cardiovascolari, emorragia intracranica e sanguinamento maggiore è stato rispettivamente del 10,6%, 2,7%, 1,1% e 1,5%. I tassi a 5 anni dell'outcome primario (12,9%) e dell'ictus (9,5%) in questo registro si sono rivelati inferiori ai tassi di studi precedenti (22% e 17% rispettivamente). Il tasso più basso qui osservato potrebbe essere dovuto al miglioramento delle misure di prevenzione secondaria sviluppate negli ultimi anni.

Il rischio di ictus, SCA e morte per cause cardiovascolari è più alto nel primo anno, ma persiste nei 2-5 anni dopo ictus minore o TIA. I pazienti inseriti nel progetto TIAregistry.org hanno mostrato di avere un rischio prolungato di eventi cardiovascolari sfavorevoli fino a 5 anni dal primo evento. Circa la metà degli eventi si è verificata dopo il primo anno. I predittori indipendenti di ictus ricorrente (aterosclerosi, cardioembolia, ABCD2 score ≥4) possono essere utilizzati per intensificare la prevenzione secondaria in questi pazienti negli anni successivi al primo evento.


Fonte: Amarenco P, Lavallée PC, Monteiro Tavares L, Labreuche J, Albers GW, Abboud H, Anticoli S, Audebert H, Bornstein NM, Caplan LR, Correia M, Donnan GA, Ferro JM, Gongora-Rivera F, Heide W, Hennerici MG, Kelly PJ, Král M, Lin HF, Molina C, Park JM, Purroy F, Rothwell PM, Segura T, Školoudík D, Steg PG, Touboul PJ, Uchiyama S, Vicaut É, Wang Y, Wong LKS; TIAregistry.org Investigators. Five-Year Risk of Stroke after TIA or Minor Ischemic Stroke. N Engl J Med. 2018 Jun 7;378(23):2182-2190. doi: 10.1056/NEJMoa1802712.