Il colesterolo LDL dopo un ictus

La somministrazione di statine per abbassare in modo deciso il livello di LDL in pazienti che hanno avuto un TIA o un ictus ischemico di origine aterosclerotica riduce il rischio di ulteriori gravi eventi cardiovascolari. Lo sostiene lo studio “Treat Stroke to Target” presentato recentemente all’AHA Scientific Sessions 2019.

Abbassare il colesterolo LDL fa diminuire i problemi cardio-cerebrovascolari

La somministrazione di statine per abbassare in modo deciso il livello di LDL in pazienti che hanno avuto un TIA o un ictus ischemico di origine aterosclerotica riduce il rischio di ulteriori gravi eventi cardiovascolari. Lo sostiene lo studio “Treat Stroke to Target” presentato recentemente all’AHA Scientific Sessions 2019.

Il Professor Pierre Amarenco, dell’Università di Parigi, ha condotto una ricerca sull’abbassamento dei livelli di colesterolo LDL nei pazienti colpiti da TIA o ictus ischemico i cui risultati sono stati pubblicati il mese scorso sul New England Journal of Medicine. La ricerca non è stata portata a termine per mancanza di fondi.
Lo studio “Treat Stroke to Target”, che coinvolgeva pazienti con TIA o ictus ischemico ed evidenza di malattia aterosclerotica, ha confrontato il follow-up di chi, con statine e, se necessario, ezetimibe aveva come target di colesterolo LDL un livello inferiore a 70 mg/dl con chi aveva un target compreso tra 90 e 110 mg/dl. Lo studio è stato condotto in 77 siti in Corea e Francia, con un arruolamento programmato di 3.786 pazienti. Il reclutamento è stato lento, tuttavia, tanto che quando il comitato direttivo ha interrotto lo studio, erano arruolati solo 2.873 pazienti. Il valore basale di colesterolo LDL per l’intera coorte era di 135 mg/dl. Alla fine del follow-up a 3,5 anni, i pazienti randomizzati verso il target più aggressivo avevano raggiunto un livello medio LDL di 65 mg/dl, mentre il gruppo di confronto ha raggiunto una media di 95 mg/dl.

Lo studio mostra che, nel periodo di follow-up, i pazienti con target LDL inferiore hanno avuto ictus ischemico, infarto miocardico, sintomatologia tale da portare ad una rivascolarizzazione coronarica o carotidea urgente, morte per cause cardiovascolari nell’8,5% dei casi. Il gruppo di controllo, con target superiore, nel 10,9% dei casi.
È importante sottolineare che l'incidenza dell'emorragia intracranica (ICH) - una preoccupazione chiave per l'abbassamento aggressivo delle LDL in questi pazienti (nell’unico studio precedente di riduzione dei lipidi in questa tipologia di pazienti, lo studio SPARCL del 2006, si notò un aumento del 66% di ICH) - non è cresciuta nei pazienti del gruppo target inferiore. Né sono state trovate differenze nei tassi di nuovo diabete, un rischio riconosciuto di terapia con statina.

I risultati dello studio hanno aperto un vivace dibattito, dal momento che le linee guida per la gestione della lipidemia, negli ultimi anni, sono state soggette a differenti e controverse modifiche. Secondo alcuni questi si adattano abbastanza bene nello schema delle linea guida del 2018, che enfatizza l’abbassamento dei valori elevati di LDL di almeno il 50% nei pazienti ad alto rischio, e quindi di intensificare gli sforzi se rimangono sopra i 70 mg/dl.


Fonte: Amarenco P, Kim JS, Labreuche J, Charles H, Abtan J, Béjot Y, Cabrejo L, Cha JK, Ducrocq G, Giroud M, Guidoux C, Hobeanu C, Kim YJ, Lapergue B, Lavallée PC, Lee BC, Lee KB, Leys D, Mahagne MH, Meseguer E, Nighoghossian N, Pico F, Samson Y, Sibon I, Steg PG, Sung SM, Touboul PJ, Touzé E, Varenne O, Vicaut É, Yelles N, Bruckert E; Treat Stroke to Target Investigators. A Comparison of Two LDL Cholesterol Targets after Ischemic Stroke. N Engl J Med. 2019 Nov 18. doi: 10.1056/NEJMoa1910355.