Mascherine per tutti

Sull’uso delle mascherine si sta discutendo molto, col risultato che oggi c’è ancora molta confusione in merito. Vi invitiamo a leggere la traduzione di un articolo scritto dalla Professoressa Trisha Greenhalgh e da Jeremy Howard, ricercatore e imprenditore.

L’uso generalizzato della mascherina può aiutare nel contenimento dell’epidemia

Sull’uso delle mascherine si sta discutendo molto, col risultato che oggi c’è ancora molta confusione in merito. Vi invitiamo a leggere la traduzione di un articolo scritto dalla Professoressa Trisha Greenhalgh e da Jeremy Howard, ricercatore e imprenditore. L’articolo menziona diverse ricerche sull’uso delle mascherine e riporta il punto di vista degli autori sulla questione.

L'epidemiologia della diffusione della malattia

Probabilmente avete già visto video con protagonisti tessere del domino e trappole per topi, nei quali un singolo oggetto causa una gigantesca reazione a catena. Più le tessere del domino (o le trappole per topi) sono vicine, più si genera il caos. Ogni malattia infettiva ha una velocità di trasmissione rappresentata dal cosiddetto numero di riproduzione di base (R0). Una malattia con un R0 di 1,0 significa che ogni persona infetta, in media, infetta un'altra persona. Una malattia il cui R0 è inferiore a 1,0 può essere contenuta ed è destinata a scomparire. Il ceppo di influenza che ha causato la pandemia del 1918 aveva un R0 di 1,8. L'R0 del virus che causa COVID-19 è stato stimato a 2,4 dai ricercatori dell'Imperial College, anche se alcune ricerche suggeriscono che potrebbe arrivare a 5,7. Ciò significa che, senza misure di contenimento, la COVID-19 si diffonderà ovunque e velocemente. È importante notare che i pazienti affetti da COVID-19 sono più contagiosi nei primi giorni della malattia (To et al. 2020; Zou et al. 2020; Bai et al. 2020; Zhang et al. 2020; Doremalen et al. 2020; Wei 2020), durante i quali generalmente hanno pochi sintomi o sono addirittura asintomatici.

La fisica delle goccioline e degli aerosol

Quando si parla, piccole goccioline (droplets) vengono espulse dalla bocca. Se sei contagioso, queste contengono particelle di virus. Solo le goccioline più grandi finiscono per sopravvivere più di 0,1 secondi prima di evaporare e trasformarsi in nuclei di goccioline (Wells 1934; Duguid 1946; Morawska et al. 2009) che sono 3-5 volte più piccole della gocciolina originale stessa, ma contengono ancora un po' di virus.
Questo significa che è molto più facile bloccare le goccioline proprio quando escono dalla bocca, quando sono molto più grandi, rispetto a bloccarle quando si avvicinano al volto di una persona non infetta, che potrebbe ricevere quelle goccioline. Ma questo non è quello che la maggior parte dei ricercatori ha considerato…

Il controllo all'origine

I dibattiti sull'efficacia delle mascherine spesso presuppongono che lo scopo della maschera sia quello di proteggere chi la indossa, poiché questo è ciò che tutti i medici imparano all’università. Le mascherine in tessuto danno una protezione relativamente scarsa (anche se non sono del tutto inefficaci) a questo proposito. Per una protezione prossima al 100%, chi le indossa ha bisogno di un dispositivo medico correttamente adattato (ad esempio una maschera N95). Ma una maschera di stoffa, indossata da una persona infetta, è molto efficace nel proteggere le persone che la circondano. Questo fenomeno è noto come "controllo all'origine". Ed è il controllo all'origine che conta nel dibattito sull'opportunità che la popolazione indossi le maschere.
Se avete la COVID-19 e tossite su qualcuno da 20 centimetri di distanza, indossare una maschera di cotone ridurrà la quantità di virus che trasmettete a quella persona di 36 volte, ed è ancora più efficace di una maschera chirurgica. Stranamente, i ricercatori che hanno scoperto questo fatto hanno considerato "inefficace" una riduzione di 36 volte. Noi non siamo d'accordo. Significa che trasmetterai solo 1/36 della quantità di virus che avresti altrimenti trasmesso, diminuendo così la carica virale, che probabilmente porterà a una minore probabilità di infezione, e probabilmente meno sintomi in caso di infezione.

La matematica della trasmissione

Il modello matematico preparato dal nostro team, che si basa sui dati di altre (Yan et al. 2019), suggerisce che se la maggior parte delle persone indossa una mascherina in pubblico, la velocità di trasmissione ("R efficace") può andare al di sotto di 1.0, fermando completamente la diffusione della malattia. La maschera non deve bloccare ogni singola particella virale, ma più particelle blocca, più bassa è la R efficace.

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Quanto sia efficace l'uso della mascherina dipende da 3 elementi illustrati nel grafico: quanto bene la maschera blocca il virus ("efficacy": asse orizzontale), quale percentuale di popolazione indossa le ("adherence": asse verticale) e la velocità di trasmissione della malattia (R0: le linee nere sul grafico). L'area blu del grafico indica un R0 inferiore a 1,0, che è ciò che dobbiamo ottenere per cancellare la diffusione della malattia. Se la maschera blocca il 100% delle particelle (all'estrema destra del grafico), anche basse percentuali di popolazione che indossa le maschere portano al contenimento della malattia. La malattia potrebbe essere contenuta anche con maschere meno efficaci, che bloccano una percentuale molto più bassa di particelle, ma solo se la maggior parte o tutte le persone indossano le maschere.

L’uso delle mascherina e la politica

Come si fa a far indossare mascherine a tutti o alla maggior parte delle persone? Beh, le persone possono essere educate e convinte, ma l’approccio più efficace è quello di obbligare le persone ad indossarle, in situazioni specifiche come sui mezzi pubblici e nei negozi di alimentari oppure in ogni momento fuori da casa. Le ricerche sulla vaccinazione (Bradford e Mandich 2015) dimostrano che le amministrazioni che limitano i casi di esenzione dai vaccini, ottengono poi i tassi di vaccinazione più elevati. Lo stesso approccio viene ora utilizzato per aumentare l’uso delle maschere, e i primi risultati (Leffler et al. 2020) suggeriscono che queste leggi sono efficaci per aumentare il numero di persone che si adegua a questa novità e rallentare o fermare la diffusione di COVID-19.

Studi sulle mascherine: controllati e empirici

In uno studio controllato un ricercatore assegna le persone (di solito a caso - da qui il termine "studio controllato randomizzato") al gruppo di chi indossa una maschera o al gruppo di chi non indossa una maschera (il gruppo di controllo). Non ci sono stati studi controllati randomizzati sull’uso delle mascherine nella popolazione durante l’epidemia di COVID-19. Gli studi controllati randomizzati sull’uso delle mascherine per prevenire altre malattie (come l'influenza o la tubercolosi) tendono a mostrare un piccolo effetto che in molti studi non è statisticamente significativo. Nella maggior parte di questi studi, le persone assegnate al gruppo mascherine, non le indossavano sempre.
Uno studio empirico consiste nell’analisi di qualcosa che sta realmente accadendo - per esempio un Paese che introduce una politica sulle mascherine. In Corea del Sud c’è stata una rapida diffusione del virus nelle settimane iniziali, graficamente sovrapponibile alla diffusione in Italia. Poi, alla fine di febbraio 2020, il governo ha fornito una fornitura regolare di mascherine a tutti i cittadini. Da quel momento, tutto è cambiato. Mentre il numero dei morti aumentava in Italia, in Corea del Sud iniziava a diminuire. Nel grafico seguente trovate i casi segnalati dalla Corea del Sud (in rosso) e dall'Italia (in blu). Osservate cosa è successo all'inizio di marzo, quando l'impatto della distribuzione delle mascherine ha iniziato a farsi sentire (per questa analisi si ringrazia Hyokon Zhiang e per il grafico Reshama Shaikh).

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Gli studi empirici, “esperimenti naturali”, sono scientificamente imperfetti, perché non esiste un gruppo di controllo diretto, quindi non possiamo essere sicuri che i cambiamenti siano dovuti alle mascherine. In alcuni paesi che hanno introdotto l'uso delle mascherine, quasi contemporaneamente sono state adottate anche altre misure, come il rigoroso distanziamento sociale, la chiusura delle scuole e la cancellazione di eventi pubblici. Anche in questi casi, possiamo trovare confronti rilevanti. Ad esempio, Austria e Repubblica Ceca hanno introdotto norme di distanziamento sociale lo stesso giorno, ma la Repubblica Ceca ha introdotto anche l'obbligo di indossare mascherine. La curva di casi austriaci ha continuato la sua traiettoria ascendente, mentre quella della Repubblica Ceca si è appiattita. Dopo poche settimane l'Austria ha introdotto l’obbligo sull’uso delle mascherine e le curve delle due nazioni sono tornate su traiettorie simili.

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È importante notare che in ogni paese e in ogni periodo di tempo in cui l'uso della mascherina è stato incoraggiato dalle leggi, o in cui le mascherine sono state fornite ai cittadini, il numero di casi e di decessi è diminuito.

I comportamenti di chi indossa una mascherina

Alcuni hanno sostenuto che obbligare (o incoraggiare fortemente) le persone a indossare le mascherine incoraggerà comportamenti a rischio (Brosseau et al. 2020). Ad esempio, uscire di più, lavarsi le mani meno, con un risultato netto negativo, e questo effetto è stato visto in alcuni esperimenti sull’uso delle mascherine. Argomenti simili sono stati avanzati in precedenza per le strategie di prevenzione dell'HIV (Cassell et al. 2006; Rojas Castro, Delabre e Molina 2019) e per le leggi sull’obbligo dell’uso del casco in moto (Ouellet 2011). Tuttavia, la ricerca nel mondo reale su questi argomenti ha rilevato che, anche se alcuni individui hanno risposto con comportamenti a rischio, a livello di popolazione si è registrato un miglioramento generale della sicurezza e del benessere (Peng et al. 2017; Houston e Richardson 2007).

Uso della mascherina ed economia

Le analisi economiche confrontano quanto costa fornire mascherine con quanto valore (sia finanziario che non finanziario) possa essere creato - e, potenzialmente, perso - se vengono fornite. Tali studi economici (Abaluck et al. 2020) indicano che ogni mascherina indossata (che non costa quasi nulla) potrebbe generare benefici economici di migliaia di dollari e salvare molte vite.

L'antropologia dell'uso della mascherina

L'uso della mascherina da parte della popolazione è stato normalizzato in molti Paesi asiatici, in parte per motivi individuali (per proteggersi dall'inquinamento) e in parte per motivi di salute pubblica (a seguito delle recenti epidemie di MERS e SARS). La mia mascherina protegge te, la tua protegge me. Tuttavia, nella maggior parte di questi Paesi la regola è sempre stata quella di indossare la mascherina solo se si hanno dei sintomi. Solo nelle ultime settimane, siccome la consapevolezza della diffusione asintomatica è stata meglio compresa, è diventato comune indossare la mascherina indipendentemente dai sintomi.

Conclusione

Sebbene non tutte le prove scientifiche supportino l'uso della mascherina, la maggior parte di esse punta nella stessa direzione. La nostra valutazione di queste prove ci porta a una chiara conclusione: tenete per voi le vostre goccioline - indossate una maschera.
Potete farne una a casa, con una maglietta, un fazzoletto, un tovagliolo di carta, o anche solo avvolgere una sciarpa o una bandana intorno al viso. L'ideale è usare un tessuto a trama fitta attraverso il quale si possa respirare. I ricercatori consigliano di includere uno strato di tovagliolo di carta come filtro usa e getta; è sufficiente farlo scorrere tra due strati di tessuto. Non vi è alcuna prova che la maschera debba essere realizzata con una particolare competenza o cura per essere efficace per il controllo alla fonte. È possibile mettere una maschera di stoffa in lavanderia e riutilizzarla, proprio come si riutilizza una t-shirt.
Se risulta che hai l’infezione, le persone con cui hai a che fare saranno contente se hai indossato una mascherina nei giorni precedenti, durante il periodo di incubazione.

 


Fonte: Greenhalgh T, Howard J. Masks for all? The science says yes. Fast.ai. 13 april 2020

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