Scuole aperte per i figli degli operatori sanitari

Dalla lettura dei vari documenti risulta chiaro che la frequenza scolastica in presenza deve essere garantita per i figli di personale sanitario o di altre categorie di lavoratori che svolgono "attività essenziali".

Il funzionamento del servizio sanitario dipende anche dal funzionamento delle scuole

I numeri della pandemia diventano ogni giorno più preoccupanti e le misure di contenimento del contagio diventano sempre più restrittive. Tra queste, la chiusura delle scuole anche per i bambini più piccoli. Una novità del nuovo DPCM che rischia di mettere in crisi migliaia di famiglie, soprattutto quelle dei Medici e degli altri operatori sanitari. Le norme prevedono che per i figli di Medici e di altre figure essenziali sia garantita la didattica in presenza, ma non tutti i dirigenti scolastici sono di questo avviso.

ATTENZIONE - ti invitiamo a leggere un importante aggiornamento sul tema: Scuole chiuse per i figli degli operatori sanitari (07 marzo 2021)

Il nuovo DPCM prevede misure più restrittive nei confronti delle scuole frequentate dai bambini, un elemento nuovo per il corrente anno scolastico. Nelle zone rosse scatta la sospensione dell’attività in presenza delle scuole di ogni ordine e grado, comprese le scuole dell’infanzia e le "elementari". Nelle zone gialle e arancioni ad alto rischio, ad esempio nel caso di una eccezionale situazione di peggioramento del quadro epidemiologico, l’attività scolastica potrà essere sospesa dai Presidenti delle Regioni.
Nasce in questo contesto normativo l’Ordinanza N. 714 di Regione Lombardia del 4 marzo 2021 che, a partire da oggi e fino al 14 marzo 2021, introduce per l’intero territorio regionale l’entrata in fascia “arancione rafforzato”. Al primo comma dell’articolo 1, si ordina la sospensione della didattica in presenza di tutte le scuole, comprese quelle dell’infanzia (in pratica rimangono attivi solo i servizi degli asili nido).
Esistono però delle deroghe a questa sospensione, che riguardano i Colleghi Medici che ci leggono ed altre figure sanitarie e non sanitarie che lavorano in servizi essenziali durante l’emergenza. L’argomento è delicato, perché il costume italiano di scrivere leggi perché vengano interpretate ancor prima di poter essere applicate, confonde il quadro. Noi vi lasciamo qui alcuni riferimenti normativi e vi invitiamo a segnalarci alla mail info@esanum.it ogni correzione o aggiornamento sul tema.

Il Piano Scuola 2021

Il Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione, approvato con Decreto Ministeriale n.39 del 26 giugno 2020, afferma: “Nel caso di nuova sospensione dell’attività didattica l’Amministrazione centrale, le Regioni, gli Enti locali, gli enti gestori delle istituzioni scolastiche paritarie e le istituzioni scolastiche statali opereranno, ciascuno secondo il proprio livello di competenza, per garantire la frequenza scolastica in presenza, in condizioni di reale inclusione, degli alunni con disabilità e degli alunni e studenti figli di personale sanitario o di altre categorie di lavoratori, le cui prestazioni siano ritenute indispensabili per la garanzia dei bisogni essenziali della popolazione. La circostanza di cui al presente paragrafo sarà regolata da apposito atto dispositivo”.

Nota MIUR 1990 del 5 novembre 2020

Il 5 novembre scorso il “Dipartimento per il sistema educativo di istruzione e di formazione” del Ministero dell’Istruzione ha rafforzato il concetto. Nella Nota MIUR n.1990 del 5 novembre 2020 – DPCM 3 novembre 2020 si afferma: “Nell’ambito di specifiche, espresse e motivate richieste, attenzione dovrà essere posta agli alunni figli di personale sanitario (medici, infermieri, OSS, OSA…), direttamente impegnato nel contenimento della pandemia in termini di cura e assistenza ai malati e del personale impiegato presso altri servizi pubblici essenziali, in modo che anche per loro possano essere attivate, anche in ragione dell’età anagrafica, tutte le misure finalizzate alla frequenza della scuola in presenza”.

Nota MIUR 343 del 4 marzo 2021

Due giorni dopo la pubblicazione del nuovo DPCM, il Ministero dell’Istruzione in una nota ribadisce: “A questo proposito, restano attuabili, salvo ovviamente diversa disposizione delle Ordinanze regionali o diverso avviso delle competenti strutture delle Regioni, da verificare da parte degli USR, le disposizioni del Piano Scuola 2020-2021 (“Documento per la pianificazione delle attività scolastiche, educative e formative in tutte le Istituzioni del Sistema nazionale di Istruzione”, approvato con DM 26 giugno 2020, n. 39), nella parte in cui prevedono che vada garantita anche “la frequenza scolastica in presenza… degli alunni e studenti figli di personale sanitario o di altre categorie di lavoratori, le cui prestazioni siano ritenute indispensabili per la garanzia dei bisogni essenziali della popolazione”, secondo quanto indicato dalla nota 1990/2020, “nell’ambito di specifiche, espresse e motivate richieste e … anche in ragione dell’età anagrafica”. In tal senso, già si è espressa esplicitamente Regione Lombardia, attraverso una specifica FAQ”.

La FAQ di Regione Lombardia

Regione Lombardia ha pubblicato il documento FAQ Servizi educativi e scolastici - Chiarimenti in merito alla sospensione dei servizi educativi e scolastici in riferimento alle attività in presenza per figli di operatori sanitari e altro personale dei servizi pubblici essenziali. Nell’ultimo aggiornamento del 05/03/2021 si legge che “tali indicazioni ministeriali sono da intendersi applicabili anche in relazione alla predetta Ordinanza regionale n. 714, per quanto attiene alle scuole di ogni ordine e grado, compatibilmente con le condizioni organizzative dei singoli istituti nonché nel rispetto dell’autonomia scolastica”.

La richiesta scritta con le motivazioni

Dalla lettura dei vari documenti ci risultano chiari due punti:

  1. la frequenza scolastica in presenza deve essere garantita per i figli di personale sanitario o di altre categorie di lavoratori che svolgono attività essenziali durante la pandemia di COVID-19;
  2. le famiglie devono fare richiesta scritta indicando espressamente le motivazioni.

Il principio sembra evidente: non mettere in difficoltà chi sta lavorando per il bene della comunità in un periodo critico. Non abbiamo trovato riscontro in nessun documento del fatto che entrambi i genitori debbano essere lavoratori essenziali, né che la deroga sia inapplicabile se uno dei due genitori è in smart-working (che non è un sinonimo di disoccupato).
Invitiamo tutti a farci avere informazioni sul tema per aggiornare l’articolo o eventualmente per fare correzioni. La nostra mail è info@esanum.it, che potete usare anche per raccontarci le vostre esperienze.

Usuelli: «Nessun privilegio»

Per raccogliere alcune informazioni in più abbiamo contattato il Dr. Michele Usuelli, Consigliere di Regione Lombardia. Il Dr. Usuelli, da sempre vicino ai temi di interesse medico-sanitario, in quanto medico con esperienza clinica, unico nel parlamento regionale, ha dichiarato: «La notizia sta creando pesanti difficoltà alle famiglie che si ritrovano a dover far fronte in poche ore alla gestione dei figli più piccoli che da oggi sono nuovamente a casa in DAD, mentre molti genitori ancora lavorano visto che, a differenza di quanto accade in zona rossa, negozi e attività restano aperte. In tale contesto è opportuno dare seguito alla deroga prevista per la didattica in presenza per alunni e studenti figli dei personale sanitario e categorie indispensabili. È essenziale che questa informazione venga veicolata immediatamente a dirigenti scolastici e personale sanitario lombardo, non per garantire un privilegio, ma per permettere il funzionamento del servizio sanitario a beneficio di tutti. Sulla mia Pagina Facebook sto segnalando segnalazioni sul comportamento dei vari dirigenti scolastici, sia i plausi, sia le critiche per i disservizi che stanno creando».

ATTENZIONE - ti invitiamo a leggere un importante aggiornamento sul tema: Scuole chiuse per i figli degli operatori sanitari (07 marzo 2021)
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