Terapia psichedelica in Italia: la strada è in salita

A che punto siamo in Italia con la ricerca sui farmaci psichedelici? Ne parliamo con il Dr. Matteo Buonarroti, primo medico italiano a seguire il corso di Augmented Psychotherapy Training della Mind Foundation di Berlino.

Insight 2023: Rethink Psychedelics

La conferenza INSIGHT organizzata dalla MIND Foundation è un punto di riferimento importante nella ricerca sui farmaci psichedelici in ambito medico e sociale. Clinici e imprenditori, pazienti e artisti, giornalisti e politici, neofiti del settore ed esperti si incontrano anche quest’anno a Berlino per definire lo stato dell’arte sugli psichedelici. L'edizione 2023, che si svolge dal 31 agosto al 3 settembre con il motto “Rethink Psychedelics”, pone un'attenzione specifica alle neuroscienze psichedeliche e agli ambiti sociali - come le forme di utilizzo non clinico, agli psichedelici e alla mindfulness nel mondo degli affari, alla filosofia dell'esperienza psichedelica, alla spiritualità dei pazienti e dei terapeuti e alle conoscenze in questo ambito che si possono apprendere dalle comunità indigene.

Il Dr. Matteo Buonarroti, primo medico italiano a seguire il corso di Augmented Psychotherapy Training della Mind Foundation, presenterà a INSIGHT 2023 il suo lavoro “Substance-Induced Psychosis and Classic Psychedelics: Revisiting the Italian Concept of the Psychoma as a Tool for Psychopathological Investigation of Psychotic Onset”, che si propone di indagare come le recenti ipotesi sull'impatto delle esperienze psichedeliche sulla flessibilità psicologica in relazione al set e al setting possano essere integrate nel modello psicopatologico dello psicoma e viceversa.
Vi lasciamo qui di seguito alcune sue considerazioni sullo stato della ricerca in ambito psichedelico in Italia.

esanum: Qual è la situazione in Italia sull'uso medico dei farmaci psichedelici dal punto di vista legale?

Attualmente, ad eccezione del farmaco esketamina - che viene largamente impegnato in setting clinici pubblici con un modello terapeutico convenzionale estraneo agli approcci di psicoterapia psichedelica - non ci sono, in Italia, né ricerche cliniche né impieghi terapeutici di altri psichedelici. É un Paese molto resistente alle innovazioni e questo rallenta l'introduzione di queste nuovi approcci terapeutici.

esanum: Per quali malattie psichiche o disturbi d'ansia l'uso medico dei farmaci psichedelici mostra i migliori effetti? Quali sono le eventuali controindicazioni al loro uso?

Attualmente, gran parte dei dati raccolti dai piú importati trial clinici randomizzati mostrano un'apparente efficacia nel trattamento del disturbo post traumatico da stress e nella depressione maggiore farmaco-resistente. Sono stati avviati studi nei quali viene valutata l'efficacia nel trattamento di disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi del comportamento alimentare, disturbo bipolare di tipo 2, ma è ancora presto per trarne delle conclusioni. Per quanto riguarda le controindicazioni potrei rispondere che questi farmaci sono sconsigliati in chi ha familiarità o predisposizione alle psicosi ma, secondo me, sarebbe una risposta semplicistica. É necessario indagare con molta più serietà le implicazioni e i rischi sulla base di un assessment dimensionale della persona.

esanum: Diamo uno sguardo al contesto internazionale e facciamo un confronto: dove vede le più importanti scoperte nella ricerca sulla terapia psichedelica a livello globale e quali conclusioni dovrebbero trarne i medici in Italia?

Sicuramente negli USA e in Australia si sono fatti passi da gigante. Credo che in Italia bisognerebbe imparare ad aprirsi maggiormente alle innovazioni cooperando con centri di ricerca all'avanguardia che hanno maturato esperienza nel campo delle terapie psichedeliche, iniziando a condurre trials multicentrici in cooperazione con Paesi che stanno svolgendo queste ricerche da anni. Siamo in molti in Italia ad aver maturato competenze in questo ambito e gran parte di noi è costretto a lavorare all'estero per poter spendere le proprie competenze. Le risorse e le expertise ci sarebbero… manca la volontà da parte delle istituzioni.
É comprensibile che la comunità scientifica sia spaventata dal potenziale patoplastico delle sostanze stupefacenti. Tuttavia, l'approccio scientifico richiede di saper mettere in discussione i paradigmi acquisiti basandosi sui dati che, ad oggi, mostrano una relativa sicurezza rispetto all'impiego terapeutico di molecole come psilocibina, LSD e MDMA in contesti controllati, diversamente da quanto accade al di fuori dei setting clinici. Coraggio e prudenza devono guidare il progressivo evolversi di queste ricerche e l'Italia, da sempre, si è mostrata all'altezza di saper gestire questo delicato equilibrio.

esanum: Come si può fare una distinzione rigorosa tra le percezioni che le persone affermano di aver ottenuto dalla ricerca psichedelica e i risultati della ricerca oggettivamente verificabili?

É una domanda complessa per la quale sarebbe necessario approfondire ulteriormente i dettagli delle ricerche condotte sino ad ora. Onestamente vedo nella popolazione generale un entusiasmo eccessivo rispetto a queste terapie. Credo che parte di chi riporta incredibili giovamenti da queste terapie tenda ad esagerare rispetto ai possibili impieghi terapeutici applicabili nel real world. La scienza procede a piccoli passi, con cautela. Il troppo entusiasmo rischia di screditare queste terapie collocandole nell'ambito delle terapie 'alternative' o, il peggio che potrebbe accadere, della pseudoscienza.
 

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photocredit: INSIGHT

Il Dr. Matteo Buonarroti è specialista in Medicina Generale e Cure Primarie, attualmente specializzando in Psichiatria presso l’Università di Roma La Sapienza. È attivamente coinvolto nella costituzione della Società Italiana di Medicina Psichedelica, con l'obiettivo di promuovere la ricerca, l'educazione e la pratica clinica nel campo delle terapie psichedeliche.