UEG Week 2019 - Riassunto giornaliero del 20 ottobre

Momento finale del programma di insegnamento post-laurea di quest'anno, che offre ai partecipanti aggiornamenti completi sugli ultimi progressi in tutti i settori della gastroenterologia e dell'epatologia.

Domenica ha segnato il momento finale del programma di insegnamento post-laurea (Postgraduate Teaching Programme, PGT) di quest'anno, che offre ai partecipanti aggiornamenti completi sugli ultimi progressi in tutti i settori della gastroenterologia e dell'epatologia.

PGT: un successo crescente

Il PGT comprende un periodo formativo di tre anni e si concentra sulla pratica clinica quotidiana. Consta di scambi interattivi, casi clinici complessi, dibattiti e video entusiasmanti. Questo terzo anno formativo si è focalizzato con particolare attenzione sulla qualità nella pratica endoscopica, sull'uso di farmaci nelle IBD (inflammatory bowel disease) e sul cancro colorettale in fase avanzata.
Durante l’apertura del programma di quest'anno, il presidente della UEG Paul Fockens ha sottolineato il crescente numero di medici che partecipano al corso. "Il PGT sta avendo un enorme successo" ha detto. "Alla presentazione di quest'anno abbiamo avuto più di 4.000 persone iscritte al corso, numeri che crescono di anno in anno. La cosa sta funzionando davvero bene".

Come usare i farmaci nella IBD

I medici che hanno partecipato a questa vivace sessione di sabato hanno ascoltato le presentazioni dei principali esperti di IBD, che hanno affrontato questioni che vanno dal ruolo del monitoraggio terapeutico dei farmaci (therapeutic drug monitoring) nella gestione dei pazienti affetti da IBD a come gestire i farmaci attualmente disponibili per la colite ulcerosa e per il morbo di Crohn. Shomron Ben-Horin ha aperto la sessione fornendo una maggiore comprensione dei fattori che influenzano la farmacocinetica dei farmaci, dando suggerimenti su come utilizzare il TDM reattivo per gestire meglio i pazienti con diminuzione di risposta, discutendo il ruolo del TDM proattivo per controllare l'attività della malattia e prevenire le ricadute. Iris Dotan e Matthiew Allez hanno poi tenuto lezioni interattive su come gestire i farmaci per la colite ulcerosa e per il morbo di Crohn, rivedendo i pro e i contro dei trattamenti attualmente disponibili, prima di fornire raccomandazioni pratiche su quando considerare le molecole più vecchie e quando le più recenti in ciascuna di queste condizioni.

James Lindsay ha discusso le strategie per ottimizzare il trattamento medico nel corso della malattia, ricordando che la malattia attiva non trattata porta a risultati avversi. "Gli obiettivi della terapia sono davvero semplici", ha detto. "Abbiamo bisogno di migliorare le condizioni del paziente, di mantenerle e di evitare complicazioni". Ha anche sottolineato l'importanza di monitorare sia gli individui sintomatici che quelli asintomatici per poter prendere tempestivamente le decisioni necessarie sul trattamento. "Dovremmo sempre monitorare l'impatto delle nostre decisioni ed essere pronti a cambiare strategia se il nostro monitoraggio ci dice che non stiamo ottenendo risultati", ha concluso.

Come migliorare la qualità in endoscopia

La PGT di domenica si è aperta con una sessione informativa su come migliorare la qualità dell'endoscopia. Raf Bisschops ha iniziato discutendo su ciò che dovremmo misurare nella valutazione della qualità nell'endoscopia GI superiore, spiegando che le evidenze dimostrano che la misurazione delle prestazioni si traduce in risultati migliori per il paziente, come la protezione contro il cancro, un minor numero di complicanze e una maggiore soddisfazione del paziente.

Monika Ferlitsch ha presentato un lavoro sulla valutazione della qualità nell'endoscopia GI inferiore e ha spiegato l'importanza di come un'adeguata preparazione intestinale debba essere valutata da una scala convalidata, come il Boston Bowel Prep Score, la Ottowa Scale o la Aronchick Scale. La Dott.ssa Felitsch ha aggiunto che la colonscopia dovrebbe essere eseguita con il benchmarking due volte all'anno, con controllo microbiologico e campioni casuali.

Daniel Biero ha spiegato le misure chiave per proteggere i pazienti dai raggi X, tra cui evitare esami inutili, assicurare che il polso del paziente sia a bassa frequenza e collimare il fascio di raggi X. L'importanza della decontaminazione è stata poi presentata dal punto di vista infermieristico da Helen Griffiths come un aspetto cruciale della procedura endoscopica. Durante tutta la sessione, i relatori  hanno incoraggiato i membri del pubblico a partecipare al dibattito dal vivo e ad esprimere opinioni attraverso l'applicazione UEG, che ha garantito un'esperienza interattiva e collaborativa per i partecipanti.

Siwan Thomas-Gibson ha concluso la sessione discutendo su come migliorare la sicurezza nelle unità di endoscopia, affermando che, in modo allarmante, l'errore medico è ora la terza causa di morte negli Stati Uniti. Anche se questa statistica non è legata al solo campo dell'endoscopia, ha osservato che ci sono vaste aree di miglioramento e che molte questioni riguardano l'errore umano e le competenze non tecniche. “Per combattere questo fenomeno” ha concluso “è necessario un cambiamento di cultura per aiutare gli operatori a imparare dagli errori e ricevere un sostegno maggiore da parte degli endoscopisti esperti”.

Monitoraggio dell'attività della malattia nelle IBD

Questa sessione ha esaminato il motivo per cui è essenziale monitorare l'attività della malattia nelle IBD e ha esaminato le diverse tecniche di monitoraggio e le loro sfide nella pratica clinica.

Laurent Peyrin-Biroulet ha presentato le evidenze sul monitoraggio della malattia nella colite ulcerosa e nel morbo di Crohn, e ha sostenuto che uno degli sviluppi più importanti degli ultimi anni è il ruolo dei biomarcatori come la proteina C-reattiva (CRP) e la calprotectina fecale (FCP) per il monitoraggio dell'attività patologica. Sulla base delle evidenze attuali, ha suggerito che il monitoraggio della FCP è un metodo ormai praticabile per ottimizzare il trattamento nella pratica di routine e che l'uso di questo biomarcatore, insieme ad altri segni oggettivi di infiammazione, dovrebbe consentire un rapido controllo della malattia basato su uno stretto monitoraggio, evitando potenzialmente la necessità di un intervento precoce con i farmaci biologici.

Johan Burish e Marieke Pierik hanno discusso insieme su come aumentare la compliance dei pazienti e la partecipazione al monitoraggio della malattia utilizzando sia approcci classici sia moderni, basati sulla tecnologia. Peter Bossuyt ha sottolineato come combinare al meglio analisi dei biomarker ed endoscopia per aiutare il processo decisionale clinico. Per concludere la sessione, Jordi Rimola e Gerhard Rogler hanno presentato i loro punti di vista sul ruolo degli ultrasuoni e dell'imaging medico nel monitoraggio delle malattie. Maria Abreu ha presentato suoi casi clinici per illustrare alcune delle sfide e delle opportunità associate agli approcci integrati di monitoraggio delle malattie nella pratica clinica quotidiana.

Complicanze della cirrosi epatica

La sessione plenaria di domenica pomeriggio ha visto una discussione sulle complicanze della cirrosi epatica. La sessione è iniziata con una discussione di Guadelope Garcia-Tsao, che ha presentato nuove ricerche che dimostrano che in pazienti con ascite e MAP ≥ 65mmHg, i betabloccanti non selettivi (Non-Selective Beta Blockers, NSBB) sono stati associati ad una mortalità inferiore di 28 giorni, indipendentemente dalla presenza di peritonite batterica spontanea (Spontaneous Bacterial Peritonitis, SBP) o insufficienza epatica acuta su cronica. I suoi take-home messages includevano che le NSBB prevengono le emorragie digestive, sia in pazienti con ascite sia in pazienti senza ascite, e che ascite refrattaria e SBP a prima e ricorrente emorragia cariceale, sia in pazienti con e senza ascite, e le ascite refrattarie e le SBP non sono controindicazioni assolute alle NSBB.

Debbie Shawcross ha poi esaminato i pazienti affetti da cirrosi alcol-correlata. Ha discusso del ciclo dell’urea, di come nei pazienti con cirrosi la capacità metabolica si riduca, determinando iperammonemia, di come invece nei pazienti sani il fegato trasformi l'ammoniaca in urea. I suoi consigli per la gestione dell'encefalopatia epatica comprendono:


Fonte: Daily Recap: Sunday, 20 October - https://live.ueg.eu/week/daily-recaps/sunday

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