Un acceleratore di particelle per curare le aritmie

A Zurigo si è riusciti a trattare una aritmia cardiaca pericolosa utilizzando la radioablazione controllata da risonanza magnetica. Per farlo si è utilizzato un acceleratore di particelle, che ha permesso di tracciare ogni bersaglio nel corpo prima e durante l'irradiazione mediante RM, e di controllare e regolare l'irradiazione in tempo reale.

Nuovo trattamento per pazienti affetti da aritmie cardiache pericolose

A Zurigo, per la prima volta al mondo, si è riusciti a trattare un paziente con aritmia cardiaca pericolosa per la vita utilizzando la radioablazione controllata da risonanza magnetica. Per farlo si è utilizzato un acceleratore di particelle, che ha permesso di tracciare ogni bersaglio nel corpo del paziente prima e durante l'irradiazione mediante RM, e di controllare e regolare l'irradiazione in tempo reale.

L’adroterapia utilizza fasci di protoni e ioni carbonio per colpire le cellule tumorali. I protoni e gli ioni carbonio, per le loro caratteristiche fisiche, sono in grado di colpire la massa tumorale con precisione, limitando moltissimo gli effetti collaterali sui tessuti sani. L’adroterapia è utilizzata per trattare tumori rari e aggressivi che non rispondono alla radioterapia a raggi X e non sono operabili perché troppo estesi o vicini a tessuti sensibili: è il caso dei melanomi oculari, dei sarcomi ossei e dei tessuti molli, dei carcinomi adenoido-cistici delle ghiandole salivari, dei condrosarcomi della base del cranio e del rachide, dei cordomi e dei meningiomi intracranici in sedi critiche. L’Italia, grazie al CNAO di Pavia,  è uno dei pochi paesi al mondo a disporre dell’adroterapia con protoni e ioni carbonio.

In un progetto di collaborazione tra il Dipartimento di Cardiologia, l'Istituto di Radiologia Diagnostica e Interventistica e il Dipartimento di Oncologia delle Radiazioni, questa tecnologia è stata utilizzata per la prima volta all'Universitats Spital Zurich (UHZ) per effettuare una radioablazione su un paziente con aritmia cardiaca ricorrente e potenzialmente letale. In questa procedura, l'area del muscolo cardiaco responsabile dell'aritmia è stata il bersaglio delle radiazioni.
Il paziente era già stato sottoposto a diversi trattamenti intensivi, ma senza successo. Nonostante la terapia farmacologica e le ripetute ablazioni, l'aritmia non era stata curata. A causa della complessità dell'aritmia e dei ripetuti interventi senza successo, non erano state raccomandate ulteriori procedure invasive. La radioablazione guidata da risonanza magnetica ha fermato l'aritmia cardiaca e da allora il paziente è stato dimesso senza segni di irregolarità nel battito cardiaco.

Questo trattamento è ancora una procedura sperimentale che deve essere ulteriormente indagata in studi clinici più ampi per determinarne l'efficacia a lungo termine. Il gruppo di ricerca clinica dell'UHZ sta perseguendo collaborazioni a livello nazionale e internazionale al fine di esaminare a fondo il valore della radioablazione per questa indicazione.


Fonte: USZ Press releases. New treatment for patients with life-threatening cardiac arrhythmia